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Potere Ducati

Nel 1972 venne coniato uno dei motti più incisivi per promuovere le moto prodotte a Borgo Panigale: "Potere Ducati"

In Ducati si scelse di utilizzare il simbolo maschile e femminile, al centro del quale compariva il motto Ducati.

E' evidente il forte richiamo allo stile "hippie" dell'epoca.

Il logo Ducati nella versione maschile. “ Potere Ducati “ fu una campagna promozionale voluta dall’ allora AD di Ducati Fredmano Spairani, ed ideata dal giornalista sportivo Bruno De Prato.

La versione femminile per la campagna pubblicitaria Ducati. Il motto “ Potere Ducati “ venne utilizzato solamente tra il 1972 e il 1974.

 
 

Advertising d’epoca

Negli ultimi anni, la Ducati è stata capace di creare emozione persino attraverso la pubblicità del suo prodotto sulle riviste di settore.
Ducati People è il nome della campagna pubblicitaria che l'azienda di Borgo Panigale ha deciso di utilizzare a partire dal 1997 per promuovere i suoi modelli di moto e il suo abbigliamento, utilizzando i volti dei suoi dipendenti, tifosi e piloti. Ma gli appassionati Ducatisti, e in particolar modo le nuove generazioni, non sanno che in realtà Ducati ha già affrontato in passato, con un notevole successo, l'annoso problema di come pubblicizzare un prodotto.

Il primo caso (1947) fu quello del Cucciolo, al cui nome venne affiancato il motto "Vi porterà ovunque". A metà degli anni Cinquanta furono poi le vittorie nel "Motogiro" e nelle "Milano-Taranto" che divennero il motore trainante della pubblicità Ducati. Spesso, infatti, le Case motociclistiche enfatizzavano il proprio marchio elencando i successi conquistati nelle varie competizioni.

Negli anni Sessanta, a causa dello stop imposto dalla Direzione Generale nella partecipazione alle gare, Ducati si limitò a promuovere le proprie moto attraverso delle brochure.
Nel 1972, venne coniato uno dei motti più incisivi per promuovere le moto prodotte a Borgo Panigale: "POTERE DUCATI".

E' necessario fare un passo indietro al 1971, l'anno in cui Fredmano Spairani succede a Giuseppe Montano, a lungo Amministratore Delegato di Ducati. Spairani fu il primo a capire che per rilanciare Ducati era necessario rivoluzionare radicalmente prodotto e immagine dell'azienda, cercando di accattivare le simpatie dei giovani del tempo. Non dimentichiamo che era appena iniziata l'invasione delle maxi moto giapponesi e tutte le Case italiane si trovarono nella

necessità di aggiornare le proprie produzioni per fronteggiare i concorrenti nipponici. Spairani non fu da meno e cominciò con dare carta bianca a Taglioni per la 500 GP, che partecipava al Campionato del Mondo nella classe 550 del 1971. La moto non fu fortunata, ma fu la base sulla quale creare, sempre lo stesso anno, la 750 GT, la prima Bicilindrica stradale di grossa cilindrata mai prodotta da Ducati.
Da quella moto scaturì la 750 Imola Desmo, la moto che permise a Smart e a Spaggiari di conquistare la "200 Miglia di Imola" il 23 aprile 1972. Il successo fu così enorme, che lo si potrebbe paragonare, come importanza, alla prima vittoria di Capirossi a Catalunya nel 2003.

L'enfasi della vittoria fu tale che Fredmano Spairani commissionò un nuovo motto per enfatizzare ancora di più quell'importante successo. Nacque così, verso la fine del 1972, il motto "POTERE DUCATI", che in qualche maniera riprendeva stili e incisività di alcuni movimenti culturali, che venivano dagli USA.

Guardando queste immagini, è evidente il forte richiamo allo stile "hippie" dell'epoca e, non a caso, in Ducati si scelse di utilizzare il simbolo maschile e

femminile, al centro del quale compariva il motto Ducati, proprio per evidenziare l'aspetto generale del "Ducati style", senza distinzioni di età, razza o sesso.

"L'art director" dell'epoca era un giovane giornalista, ancora in attività, che tutt'oggi rimane legato a Ducati da un rapporto di affettuosa amicizia: Bruno De Prato.