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L'avventura motociclistica che divenne mito

Il percorso del viaggio

Giorgio Monetti e Leopoldo Tartarini insieme al Dott. Giuseppe Montano alla partenza del Giro del Mondo nel settembre del 1957

L'arrivo a Bologna di Monetti e Tartarini un anno dopo nel settembre del 1958

Monetti e Tartarini ospiti del concessionario tailandese al Giro del Mondo

Tartarini e Monetti in una tappa del loro viaggio

 
 

Il "Giro del mondo" di Leopoldo Tartarini e Giorgio Monetti su Ducati 175 fu una straordinaria avventura iniziata quasi mezzo secolo fa: sicuramente una delle più belle pagine della storia di Ducati nonché del motociclismo mondiale.

Obiettivo di questo viaggio straordinario e pionieristico, durato un intero anno (dal settembre '57 al settembre del '58) e compiuto sulle strade di tutti i continenti, fu quello di reclamizzare il marchio Ducati e costruire una rete di concessionari nelle nazioni dove la Casa bolognese non era ancora conosciuta.
Un'impresa incredibile nata da un'idea di Leopoldo Tartarini, campione motociclistico bolognese, ed appoggiata dalla Ducati che, con la sua 175 cc, fornì moto e assistenza, trasformando il viaggio in un'occasione unica di promozione.

Era la prima volta che una Casa motociclistica concepiva un lancio pubblicitario di questa rilevanza pur con mezzi limitati e ridottissimi punti di appoggio. Per il viaggio, che costò circa 50 milioni comprensivi anche dei numerosi spostamenti aerei e marittimi, non furono fatti allenamenti specifici e l'organizzazione fu abbastanza approssimativa, anche perché in molti casi non esistevano mappe dettagliate delle zone da attraversare. Le distanze erano stimate sulla carta con il compasso e le due moto furono adattate con pochi ritocchi all'interno della stessa Ducati da meccanici amici.

I due centauri scelti per l'impresa furono un professionista ed un suo amico dilettante, che però con la moto aveva grande confidenza. Il primo, Leopoldo Tartarini, era già un campione motociclistico affermato, rimasto senza moto perché le competizioni su strada come la "Milano-Taranto" o "Il Motogiro" erano state cancellate per motivi di sicurezza.
La Ducati, che aveva progettato la 175 cc, la moto impiegata appunto per il "Giro del Mondo", capì che bisognava sfruttare questo mezzo affidabilissimo per qualcosa d'importante e così colse al volo l'idea di Tartarini, che era pilota Ducati con contratto pluriennale.
Il secondo protagonista dell'impresa fu Giorgio Monetti, giovane studente universitario giramondo, amico di Tartarini, che in attesa di lavoro decise di tentare l'avventura.

La documentazione completa di questo straordinario viaggio è contenuta in uno splendido volume di letteratura di viaggio intitolato "Il giro del mondo di Tartarini e Monetti su Ducati 175", edito da Minerva.