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La Ducati a quattro ruote

La Ducati DU4 del '46, la prima auto prodotta

Un motore turbodiesel VM prodotto per le Alfa Romeo

Il Dott. Montano con il telaio di una Triumph TR4

La Tecno K, vettura spinta da un motore 250 Ducati

Le produzioni Ducati e Triumph degli anni '60

La Lancia Thema 8.32, il cui motore era prodotto da Ducati su licenza Ferrari

Un dettaglio del motore della Lancia Thema 8.32

Una sezione della Formula Tecno K

 
 

Nell'arco della sua lunga storia, la Ducati ha realizzato produzioni fra le più svariate. E' nota la produzione prebellica di condensatori, macchine fotografiche, apparecchiature radio e, ovviamente, la produzione motociclistica. Eppure non molti appassionati sanno che la Ducati ha anche realizzato produzioni e prototipi legati al mondo delle quattro ruote.

Il primo progetto documentato è del 1946 quando la Ducati aveva da poco ricominciato la produzione nel difficile tentativo di riprendere un'attività normale, dopo i bombardamenti che distrussero lo stabilimento nel 1944.

I fratelli Ducati iniziarono la produzione del Cucciolo nel marzo del '46, ma evidentemente la necessità di risollevarsi economicamente li spinse ad iniziare lo sviluppo di un autoveicolo. Nacque, almeno sulla carta, un veicolo di 250 cc, spinto da un motore quattro tempi. La cosa assai curiosa è che il motore avrebbe dovuto essere un Bicilindrico a "L" di 90° e il telaio portante era a tubi a Traliccio. Il progetto definiva anche la configurazione del veicolo: una berlina a due posti.
Nell'estate del 1946, nella sede milanese, venne realizzato il primo e unico prototipo. Di questo progetto, denominato " DU4 ", esistono ancora alcuni disegni, mentre il prototipo, rimasto a Torino per lungo tempo, è ora proprietà di un collezionista privato. Il prototipo è completo, ad eccezione della carrozzeria, probabilmente mai realizzata.
Il motivo per il quale i fratelli Ducati decisero di non procedere alla realizzazione del veicolo è riconducibile al fatto che ormai la produzione del Cucciolo era a pieni regimi, quindi l'idea di realizzare un'ulteriore tipologia di prodotto in Ducati venne scartata.

Passarono quasi vent'anni prima che in Ducati si parlasse nuovamente di quattro ruote. All'epoca l'azienda era sotto il controllo delle partecipazioni statali e l'allora Amministratore Delegato Giuseppe Montano decise di iniziare la produzione di un autoveicolo per incentivare il volume produttivo degli stabilimenti di Borgo Panigale.
La collaborazione fu fatta con la British Leyland, che commissionò a Ducati la produzione di una coupé molto apprezzata all'epoca, la Triumph Herald.
La produzione venne realizzata intorno al 1965. Non sappiamo esattamente quante vetture vennero realizzate in Ducati, di certo si sa che, sul cofano posteriore, compariva la scritta in corsivo "Ducati Meccanica", proprio sotto l'emblema Triumph.

Nel 1960 Fabio Taglioni progetta e realizza per l'Azienda Osca Maserati un motore otto cilindri dotato di sistema Desmodromico. La Casa automobilistica situata nella periferia est di Bologna, a San Lazzaro di Savena, chiese a Taglioni di realizzare un propulsore per una macchina da corsa, probabilmente una Formula 1. Il motore fu realizzato con una configurazione a otto cilindri a "V", ma l'idea venne scartata e così anche su questo ambizioso progetto cadde il silenzio. Il motore esiste ancora ed è di proprietà di Giorgio Monetti, che insieme a Leopoldo Tartarini fece il giro del mondo in sella a una Ducati 175 TS.

Un altro episodio lega Ducati al mondo delle competizioni automobilistiche. La squadra "Corse Tecno", fondata dai fratelli Pederzani nella prima metà degli anni ‘60, era una realtà appena nata proprio nelle vicinanze della Ducati, a Borgo Panigale, e alla quale si era unito un ex meccanico del reparto Corse Ducati, Renato Armaroli, che faceva parte, insieme a Franco Farné, Giorgio Nepoti, Rino Caracchi e Mario Recchia, della grande scuola dei meccanici specializzati Ducati.

Nel 1964 venne realizzata una nuova formula, la Formula K, così chiamata perché la struttura del telaio era di ispirazione kartistica, ma le sembianze del veicolo la rendevano molto più simile a una vettura di Formula 1.
Il veicolo Tecno K è stato costruito da Tecno, un'azienda famosa negli anni '60 e '70 per le gare di Formula 2. La squadra Tecno era il punto di partenza per piloti famosi come Ronnie Peterson, Francois Cevert e Clay Regazzoni.
Nel depliant dell'epoca, la Tecno K veniva descritta come una vettura per campionati monomarca equipaggiata con motori da motocicletta da 250 cc. Erano citate diverse marche fornitrici, fra le quali: Benelli, Aermacchi, Morini e Ducati.

Fu proprio quest'ultima a diventare la fornitrice ufficiale dei propulsori della monoposto, al punto che ancora adesso, alcuni collezionisti che posseggono gli ormai rari esemplari, l'hanno ribattezzata "Formula Ducati".

Gli ultimi due episodi che legano la Ducati e il mondo delle quattro ruote sono connessi alle produzioni di motori, nelle quali l'azienda fu impegnata durante uno dei periodi più difficili nella storia dello stabilimento di Borgo Panigale.
Tra il 1979 e il 1984 la Ducati Meccanica era legata da un rapporto di collaborazione con l'azienda VM di Cento, in provincia di Ferrara. Nonostante le vittorie nei circuiti e la nascita di progetti sofisticati, come il motore Pantah, la dirigenza non credeva più nel prodotto motociclistico, fortemente danneggiato dalla fallimentare realizzazione dei motoveicoli paralleli 350 e 500.
La Ducati divenne una azienda produttrice di motori marini e motori diesel per autotrazione, mentre il prodotto motociclistico fu rilegato ad un ruolo da comparsa, con produzioni annue che non superavano le 1700 unità.
La Ducati produsse, su licenza VM, il motore turbo diesel 4 cilindri che equipaggiava alcune famiglie Alfa Romeo e la produzione di questo motore continuò almeno fino al 1988, quando i fratelli Castiglioni salvarono lo stabilimento dalla chiusura.
Se non fosse stato per il grande entusiasmo dei due fratelli varesini, la Ducati sarebbe diventata un deposito per motori.

L'ultimo capitolo delle produzioni "quattro ruote" in Ducati è storia più recente; in virtù del rapporto d'amicizia e collaborazione che esisteva, ed esiste tutt'ora, con la Ferrari, la Ducati per un breve periodo di tempo (1990 -1992) produsse propulsori otto cilindri realizzati a Maranello, ma destinati per la serie esclusiva della Lancia Thema, la 8.32, che montava appunto un motore Ferrari, costruito a Borgo Panigale, in Ducati.

 

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