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Il progetto "Cucciolo"

Il motore Cucciolo

Aldo Farinelli, co-progettista del Cucciolo

Gianluigi Mengoli con la vedova Farinelli

Aldo Leoni, secondo co-progettista del Cucciolo

Il primo esemplare del Cucciolo prodotto dalla ditta SIATA di Torino nel 1945

Vista del motore Cucciolo SIATA dal lato pedale

 
 

Per questo piccolo motore, si sono uniti due grandi talenti, accompagnati da una perizia tecnica, da una straordinaria serietà di studio e spirito innovatore.
Sono queste le qualità che hanno influenzato chi ha avuto il compito di produrlo.
Da tutto questo è nata l'industria Motociclistica DUCATI.
Riconoscente ad Aldo avv. Farinelli e Aldo p.i. Leoni

Gianluigi Mengoli
Direttore Ricerca e Sviluppo Ducati

Con questa dedica, apposta sul libro "Year Book Ducati 2001" portato in dono alla vedova Farinelli e ad Aldo Leoni in occasione dell'incontro del 24 aprile 2002, Mengoli ha voluto commemorare Aldo Farinelli e Aldo Leoni.

 

Ricordare Aldo Farinelli e il progetto Cucciolo vuol dire ritornare con la memoria agli anni della grande crescita del successo Ducati nel mondo.
La storia inizia subito dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943. Il ragioniere Giorgio Ambrosini, titolare dell'azienda S.I.A.T.A. e l'Avv. Farinelli incaricano Aldo Leoni di progettare un motore a due tempi simile a quello di un tecnico francese di origine italiana, Giuseppe Remondini, il quale prese contatti con Ambrosini, consegnandogli un plico di disegni riguardanti quel motore con la speranza che la sua azienda lo producesse.
L'intento dell'Avvocato Farinelli non era però quello di costruire in Siata il motore Remondini, ma di realizzarne uno originale S.I.A.T.A. applicabile a qualsiasi bicicletta. Il lavoro iniziò in segreto e contro le direttive del Governo (la guerra era ancora in corso).  

Fu disegnato e costruito un motorino a due tempi di 50 cc. con trazione direttamente sulla ruota del ciclo a mezzo di un rullo. A causa della guerra la

S.I.A.T.A. non potè iniziare immediatamente la produzione, perciò Aldo Leoni, avendo un po' di tempo, continuò le sue ricerche e finì per studiare un motore a quattro tempi con cambio a due velocità e trazione a catena sulla ruota posteriore della bicicletta.

Lo studio del motore richiese un tempo molto breve, ma la difficoltà vera era rappresentata dalla necessità di un volano magnetico adatto alle esigenze del Cucciolo. Constatata l'irreperibilità di un tale volano, Leoni dovette progettarne uno che, per mantenere le dimensioni assiali compatibili con lo spazio disponibile, avesse la bobina divisa in due parti collegate in serie.

Dopo aver raccolto materiali sufficienti per costruire il primo esemplare del micromotore, il lavoro iniziò e per la fine del 1944 l'Avv. Farinelli poteva finalmente collaudare il prototipo del Cucciolo sulle strade di Torino.
Le prove su strada del prototipo furono effettuate anche dal figlio Ugo, dal fratello di Farinelli, Ezio Furio nel Biellese e da Aldo Leoni.

 

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