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Mach 1

Nel 1965 la Ducati realizza la potente 250 Mach 1.

Caratterizzata da una linea filante e dal manubrio ribassato, la Mach 1 venne molto apprezzata sia su pista che su strada.

In Spagna, la versione “corsaiola“ della 250 Mach 1 conquistò l’interesse degli appassionati, vincendo diverse edizioni della “24 Horas del Montjuich”con il pilota spagnolo Ricardo Fargas.

Una immagine di tre quarti della Mach 1 dove è possibile notare la scatola filtro più grande, rispetto alla precedente versione.

La Mach 1 venne anche proposta al pubblico con una versione con la sella più lunga e il manubrio alto, in stile “americano“.

Un’altra immagine della versione con manubrio alto della Mach 1.

 
 

Per comprendere pienamente la filosofia produttiva Ducati degli anni Sessanta e Settanta, occorre analizzare l'evoluzione dei motori monocilindrici monoalbero a camme e della loro suddivisione nelle due famiglie a "carter largo" e "carter stretto".

Eredi del Marianna, i monocilindrici Ducati videro la loro cilindrata aumentare rapidamente da 100 cc a 175 cc, fino ai 250 cc del Diana. Il Diana era estremamente godibile per i motociclisti del tempo, considerando che, in condizioni ideali (scarico diritto, acceleratore ben aperto e pilota in posizione raccolta), la moto poteva raggiungere i 140 km/h.

Nel 1965 a questa sportiva fece seguito l'ancora più aggressiva Mach 1 250, un classico del suo tempo. Per migliaia di motociclisti, la Mach 1 era il non plus ultra in campo motociclistico. Il motore era ispirato al famoso 175 monoalbero a camme in testa ed era dotato di cambio a cinque marce (una vera rarità,

all'epoca). Il profilo pulito, i semimanubri applicati, le pedane arretrate e la sella stretta facevano parte della ricca dotazione di soluzioni sportive, in tempi in cui non erano davvero cosa comune.

La rivista Motociclismo la descrisse in questo modo: “L'ultimo modello di questo
illustre marchio è senza dubbio una delle migliori 250 sportive disponibili al momento, grazie alle caratteristiche tecniche, lo stile e la maneggevolezza. Una menzione speciale la meritano il motore monoalbero a camme in testa con cambio a cinque marce, la potente accelerazione, l'eccellente tenuta di strada e l'efficienza in frenata.”

 

Specifiche tecniche

  • MOTORE

  • TRASMISSIONE

  • VEICOLO

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