share

Anni '60

Inizia l’era del Desmo
La crisi del mercato motociclistico italiano segnò per quasi tutti gli anni ‘60 una notevole flessione nelle vendite, che interessò anche la Ducati. L'avvento delle autovetture "utilitarie", prima fra tutte la Fiat 500, fu la causa principale di questo crollo, senza dimenticare il ritiro dalle competizioni di alcuni degli storici marchi motociclistici italiani, tra i quali: Gilera, Moto Guzzi e Mondial, avvenuto nel 1957.

L'allora amministrazione statale, quindi, decise di ridurre drasticamente le spese per la gestione dell'azienda di Borgo Panigale, sia per quanto riguarda le competizioni che per la produzione di modelli stradali. La Ducati entra in una sorta di "letargo" dal quale si risveglierà solo nella seconda metà degli anni ‘60.

In questo periodo, infatti, vengono privilegiati progetti per i mercati esteri, che solo più tardi verranno convertiti per il mercato italiano e mondiale. Nel 1962 nasce lo Scrambler 250 per il mercato statunitense, che diverrà più tardi un'icona generazionale, in particolare per il mercato italiano. Inoltre, nei primi anni ‘60 viene sviluppato uno dei progetti più ambiziosi e sfortunati al tempo stesso, l'Apollo, che vide nascere la prima idea di un motore a "elle" di 90°.

Nel 1964 si aggiunge alla serie prestigiosa dei monocilindrici commerciali anche un modello di 250cc nelle versioni: Diana, Monza Aurea e più tardi GP, capace di velocità vicine ai 150km/h, prestazioni davvero eccezionali per il tempo. Da questo modello discendono direttamente tutti i monocilindrici Ducati fino ai conosciutissimi "Scrambler" di 250, 350 e 450cc.

A partire dal 1967, poi, Ducati decide di rivoluzionare i suoi propulsori introducendo il sistema Desmodromico, fino ad allora utilizzato solo sulle moto da corsa. Vengono così introdotte due nuove cilindrate, 350 e 450cc, che verranno largamente utilizzate anche nella prima metà degli anni ‘70.

Nelle competizioni, Ducati, pur non potendo partecipare ufficialmente con una sua squadra, elabora la Mach 250, in grado di superare il tetto dei 150km/h, e conquista così il cuore degli sportivi.

Ma non è finita qui! Nel 1968 li strega con le fantastiche prestazioni (oltre 170km/h) della 450 Mark 3D, la prima Ducati di serie dotata di distribuzione Desmodromica.

Infine, nel 1969, anche a causa dell'avvento delle prime maximoto giapponesi sul mercato italiano ed europeo, le Case italiane cominciano ad aggiornare modelli e strutture aziendali. Proprio in quell'anno, Ducati allarga lo stabilimento di Borgo Panigale, sviluppando nuove aree produttive ed una nuova area esperienze, dove verranno realizzate, a partire dal 1971, le prime moto Bicilindriche da corsa e stradali, la 500 GP e la 750 GT.

Iscriviti alla newsletter
In pole position per le novità Ducati!

Inserendo il tuo indirizzo email sarai sempre aggiornato sulle novità e le promozioni Ducati. Puoi in qualsiasi momento completare la tua registrazione e creare il tuo profilo su Ducati.com per ricevere comunicazioni personalizzate e accedere a tutte le funzionalità.
Dichiaro di aver preso visione dell'informativa redatta ai sensi dell'art. 13 D.Lgs. 196/2003 e dell'allegato testo dell'art. 7 del Codice privacy

acconsento al trattamento del mio indirizzo email per le finalità ivi indicate

Inserisci il tuo indirizzo mail