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Marianna

La Marianna fu la prima Ducati ad essere equipaggiata con un motore monocilindrico a coppie coniche.

Nel 1955 il pilota modenese Gianni Degli Antoni vinse la 3° edizione del Motogiro d’Italia con la Gran Sport 100 cc. (foto Breveglieri)

Giuliano Maoggi in azione durante il Motogiro d’Italia del 1956 sulla Marianna 125.

 
 

Da quando fece la sua comparsa nel 1955, la Ducati Gran Sport catturò l'immaginazione degli appassionati di tutto il mondo. Ancora oggi, questa moto è rimasta nel patrimonio collettivo del mondo del motociclismo.

Il suo palmares è impressionante, ma da solo non basta a spiegare la sua fama. La Marianna si potrebbe definire come il manifesto estetico della moto da corsa. Lungi dall'essere progettata puntando sull'estetica, rappresenta un raro, purissimo punto d'incontro tra forma e funzionalità.
La vera storia sportiva della Ducati ebbe inizio nel 1955.
Tutto ciò che era venuto prima va considerato come un semplice preludio.

Nel decennio degli anni Cinquanta l'Europa fu scossa da una grande passione, la passione per le corse, con manifestazioni come la "Gran Fondo", la "Milano-Taranto" e il "Motogiro" che attiravano schiere di appassionati e piloti. E' in questo contesto che l'allora Presidente della Ducati, il Dr. Montano, assunse

un giovane ingegnere di nome Fabio Taglioni.
 
Taglioni aveva un'enorme passione per le corse e per la buona meccanica e tentò immediatamente di imprimere un nuovo corso alla produzione Ducati.
La sua missione era di produrre una motocicletta che fosse in grado di vincere in gara e al contempo adatta per la produzione di massa. Taglioni decise di sviluppare una moto con un motore da 100cc monocamma e con coppia conica.
Questa combinazione (a cui Taglioni sarebbe rimasto legato per la maggior parte della sua carriera) era considerata complessa e costosa.
Ma a Taglioni fu concessa piena libertà e il risultato fu la Gran Sport 100, detta Marianna.

Fin dall'inizio, la Gran Sport si collocò in una categoria a sè stante. Dimostrò il suo valore stravincendo la sua prima gara, e continuando a dominare le gare di Gran Fondo. Forse, però, il maggiore exploit di questa moto consistette nel dimostrare che era possibile produrre in serie moto di cilindrata fino a 350cc.
La Marianna simboleggiava la nuova filosofia Ducati: creare moto di serie capaci di vincere in gara.

La Marianna era straordinaria in pista e fu condotta con successo dai piloti in tutto il mondo fino all'inizio degli anni Sessanta. Vinse un numero incredibile di gare, in particolare le due "Milano-Taranto" e tre edizioni del "Motogiro", l'ultimo dei quali fu contraddistinto da un risultato incredibile - sei Gran Sport ai primi sei posti.
Altrettanto interessante è lo sviluppo di queste moto per le competizioni.
Alla soluzione temporanea del doppio albero a camme del 1956 seguì il motore Desmodromico a triplo albero a camme, uno degli esempi più brillanti del personale concetto di Taglioni della moto da corsa.
Nonostante l'apparente complessità dei tre alberi, riuscì ad evitare di utilizzare le molle, permettendo alla Ducati 125 Gran Premio di toccare senza problemi i 12.500 giri/min.

 

Palmares

1955
1° Milano-Taranto 125
Giuliano Maoggi
1955
1° Milano-Taranto 100
Giovanni Degli Antoni
1955
1° Motogiro d'Italia (100)
Giovanni Degli Antoni
1956
1° 24 Ore del Montjuic (125)
Fargas/Ralachs
1956
1° Milano-Taranto 100
Alberto Gandossi
1956
1° Campionato Junior 100
Franco Farnè
1956
1° Motogiro d'Italia (100)
Alberto Gandossi
1956
1° Milano-Taranto 125 
Giovanni Degli Antoni
1956
1° Motogiro d'Italia (125)
Giuliano Maoggi
1957
1° Campionato Juniores 100
Franco Farnè
1957
1° Motogiro d'Italia (100)
Giuseppe Mandolini
1957
1° Motogiro d'Italia (125)
Antonio Graziano
1960 1° Trofeo Italiano Cadetti 125
Sisto Accorsi

Specifiche tecniche

  • MOTORE

  • TRASMISSIONE

  • VEICOLO

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