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999

 
 

Due anni dopo la produzione della MHe, Ducati dovette affrontare una nuova sfida, ripensando al progetto della moto che, insieme al Monster, aveva dato più risalto alla produzione di Borgo Panigale: la 916. 
Nel corso di quasi dieci anni, la 916 e le sue derivate (748, 996 e 998) erano state prodotte in oltre 70.000 esemplari, ed era evidente che il compito di sostituire nella testa (e nel cuore) dei ducatisti la 916 non sarebbe stato cosa facile. Pierre Terblanche decise dunque di realizzare una moto di "rottura" che si discostasse dai canoni universalmente noti della 916.

Fu così che nacque la 999. La nuova Superbike di casa Ducati era decisamente diversa dalla 916, con una nuova linea, un forcellone bibraccio al posto del monobraccio della 916, i doppi fari essoidali anteriori e maggiore comfort per il pilota: tutto era stato pianificato per poter disporre di una moto tecnicamente molto avanzata.

La 999 si dimostrò terribilmente efficace anche in pista, conquistando tre titoli Superbike con Neil Hodgson (2003), James Toseland (2004) e Troy Bayliss (2006).
La sua vita produttiva, però, fu piuttosto breve: dopo solo cinque anni fu sostituita dalla 1098, che riprese le linee della Ducati 916.