Ducati

Ducati

 
 

Ducati moments


La sala centrale si snoda a ferro di cavallo lungo tutto il museo e contiene 24 moto Ducati da competizione leggendarie, dal Cucciolo Competizione del 1950 alla 1198 di Carlos Checa del 2011. 

Una passerella unica nel suo genere, da scorrere in senso antiorario, ripercorrendo moto per moto i grandi momenti sportivi e i grandi piloti di ogni epoca.

1949 - Cucciolo Racing

I primi successi sportivi di Ducati vedono il Cucciolo protagonista, in gare per micromotori disputate su circuiti cittadini italiani. La più antica vittoria documentata è di Mario Recchia, che il 15 Febbraio 1947 s'impone nel Gran Premio di Viareggio. Nel 1950 sulla pista di Monza, il Cucciolo ottiene inoltre svariati record mondiali di velocità per la classe 50, con Ugo Tamarozzi e Glauco Zitelli.

1956 - Gran Sport 125 Marianna
Franco Farné

La Marianna, prima moto progettata dall'ingegner Fabio Taglioni in Ducati, debutta nelle gare di Gran Fondo su strada nel 1955. Al Motogiro d'Italia il modenese Gianni Degli Antoni conduce alla vittoria la Gran Sport, nella versione con motore da 100 cc. Nel 1956 in sella al modello potenziato a 125 cc c'è invece Giuliano Maoggi, che conquista il primo posto nella classifica assoluta del Motogiro. Negli stessi anni la Marianna s'impone anche nella popolare corsa Milano-Taranto.

1958 - 175 F3
Francesco Villa

La Ducati 175 F3 può essere considerata un'antesignana delle moderne Superbike: una moto nata per correre fra le derivate dalla serie. Sviluppata sulla base della 175 Sport stradale, la moto ntrionfa per la prima volta al Gran Premio delle Nazioni del 1957, sul circuito di Monza. A pilotarla è Francesco Villa, ex meccanico del reparto corse. La 175 F3 torna poi al successo a Monza anche nel 1959 e nel 1960.

1959 - 125 GP Desmo
Bruno Spaggiari

La 125 GP, progettata da Fabio Taglioni, è la prima Ducati ad adottare la distribuzione desmodromica. Esordisce nel 1956 con la vittoria di Gianni Degli Antoni nel Gran Premio di Svezia a Hedemora. L'anno successivo sfiora il titolo iridato con Alberto Gandossi, vittorioso in Belgio e Svezia, e si aggiudica quello italiano con Bruno Spaggiari. Nel 1959 s'impone nel Gran Premio dell'Ulster grazie a un giovane Mike Hailwood, che conclude terzo il Mondiale 125.

1960 - 250 GP Desmo
Mike Hailwood

La 250 bicilindrica Desmo è tra le prime moto da corsa sviluppate da Fabio Taglioni dopo il disimpegno ufficiale di Ducati dalle competizioni. Viene preparata in esclusiva per Mike Hailwood, che l'anno precedente ha ottenuto i suoi primi successi con la 125 GP. Sulla nuova moto Hailwood conquista numerose vittorie nel campionato inglese, dando inizio alla leggenda di "Mike the Bike". Uno dei più grandi campioni di sempre, che nel 1979 concluderà la carriera in sella a una Ducati.

1971 - 500 GP Bicilindrica
Bruno Spaggiari

Ducati ritorna alle competizioni ufficiali su pista solo negli anni ‘70, dopo un decennio di partecipazioni attraverso scuderie private. Per potersi misurare con i migliori, l'ingegner Taglioni realizza la 500 Grand Prix, prima moto da corsa del marchio dotata di motore bicilindrico a L di 90°. La moto prende parte al Campionato Mondiale classe 500 con Phil Read e diventa la base per realizzare la prima bicilindrica stradale Ducati: la 750 GT.

1972 - 750 Imola Desmo
Paul Smart

Nel 1972 a Imola si corre la prima edizione della 200 Miglia, formula americana di successo per le moto derivate dalla serie. Sulla base della nuova 750 GT, Fabio Taglioni allestisce una moto da corsa con motore bicilindrico a L dotato di sistema desmodromico. La 750 Imola Desmo sbaraglia la concorrenza, conquistando primo e secondo posto, con Paul Smart e Bruno Spaggiari, davanti a 75 mila spettatori.

1975 - 750 SS Desmo
Franco Uncini

L'eco del successo del 1972 alla 200 Miglia di Imola è tale che Ducati decide di realizzare una versione stradale della 750 desmodromica. Nel 1973 vede così la luce la 750 Super Sport Desmo, che diventa protagonista dei campionati nazionali italiani per le moto derivate dalla serie. Nel 1975 Franco Uncini si aggiudica il titolo italiano nella classe 750. Nel 1977 Cook Neilson conquista con la 750 SS la mitica 200 Miglia di Daytona.

1978 - 900 SS IOM TT
Mike Hailwood

Nel 1978 all'Isola di Man, Ducati scrive una pagina memorabile nella storia del motociclismo. Il contesto è il Tourist Trophy, gara unica per il titolo mondiale Formula TT per derivate di serie. A compiere l'impresa è Mike Hailwood, che torna alle corse dopo dieci anni di inattività. Decide di farlo su Ducati, con cui aveva iniziato la carriera. In sella alla 900 Super Sport preparata dal team NCR, il campione britannico s'impone a 38 anni rovesciando ogni pronostico.

1981 - 600 TT2
Walter Cussigh

La 600 TT2 è la prima moto da corsa della casa di Borgo Panigale a montare il motore Pantah da 600 cc con il comando della distribuzione a cinghia. Altra novità è il telaio a traliccio, in origine concepito per la 500 Pantah stradale del 1979. Dal 1981 al 1984, la 600 TT2 conquista ben quattro titoli Mondiali consecutivi, guidata dall'inglese Tony Rutter, e due campionati italiani con Walter Cussigh e Massimo Broccoli.

1986 - 750 F1
Marco Lucchinelli

La 750 F1, evoluzione della 600 TT2, rappresenta la fine dell'epoca progettistica di Fabio Taglioni. Rappresenta inoltre la moto del rilancio sportivo di Ducati. Con la nuova bicilindrica, Virginio Ferrari conquista il titolo Europeo F1 nel 1985. L'anno successivo s'impone alla 24 Ore di Montjuic e, con Marco Lucchinelli, a Daytona nella celebre Battle of the Twins.

1990 - 851 F90
Raymond Roche

La 851 è la Ducati che lancia il nuovo motore bicilindrico a 4 valvole raffreddato ad acqua, progettato da Gianluigi Mengoli e Massimo Bordi. Debutta nel 1988 nel Mondiale per moto derivate dalla serie, vincendo subito con Marco Lucchinelli a Donington. Il 1990 è l'anno della consacrazione, con la conquista del primo titolo Mondiale Piloti da parte del francese Raymond Roche. 

1991 - 888 F91
Doug Polen

La nuova versione della 851, maggiorata a 888 cc, nel 1991 domina il Mondiale con 23 vittorie su 26 gare. È l'anno dello statunitense Doug Polen, che con 17 successi si laurea campione del mondo e consente a Ducati di vincere anche il titolo Mondiale Costruttori. Sarà solo il primo di una lunga serie, che porterà la scuderia di Borgo Panigale nell'Olimpo delle competizioni motociclistiche.

1992 - 888 F92
Giancarlo Falappa

Il 1992 è l'anno della conferma di Ducati nel Campionato Mondiale Superbike. Il team guidato da Franco Uncini, coadiuvato da Franco Farnè, capomeccanico fin dai tempi di Taglioni, bissa i titoli Mondiali della stagione precedente. A imporsi con la rinnovata 888 è ancora Doug Polen. Con quattro vittorie all'attivo, si mette in luce anche l'italiano Giancarlo Falappa, anche conosciuto fra i ducatisti come "Il Leone di Jesi".

Supermono
Mauro Lucchiari

Questa monocilindrica a quattro tempi raffinata ed elegante è il frutto dell'ingegno del progettista Claudio Domenicali a cui il design di Pierre Terblanche ha dato forma. Creata esclusivamente per la pista, la Supermono fu realizzata in soli 67 esemplari. La grande concentrazione di tecnologia e aerodinamica ha permesso a questa moto di essere tra le più competitive della sua categoria e di vincere numerosi trofei. Nel 1993 Mauro Lucchiari conquistò il titolo europeo Supermono e Ducati il titolo costruttori.

1994 - 916 F94
Carl Fogarty

La 916 è frutto del genio di Massimo Tamburini. Una moto dal design rivoluzionario, ma dotata anche di innovazioni tecniche tali da renderla la Ducati più vittoriosa di sempre. In Superbike debutta nel 1994 con un pilota inglese che lega il suo nome a doppio filo con la casa bolognese: Carl Fogarty. Foggy vince il primo dei suoi quattro titoli, confermandosi nel 1995, 1998 e 1999, diventando così "The King": il pilota più vincente nella storia della SBK.

1996 - 916 F96
Troy Corser

La 916 è un tale prodigio tecnologico, che vince a prescindere dal pilota. Così quando nel 1996 il campione SBK in carica Carl Fogarty lascia la Rossa, Ducati ha già tra le sue fila un degno sostituto: Troy Corser. L'australiano vince il Mondiale Piloti e col compagno John Kocinski porta in bacheca un nuovo titolo Costruttori. Inizia così l'epopea dei talenti australiani che hanno scritto alcune delle pagine più belle della storia Ducati.

2001 - 996 F01
Troy Bayliss

Il 2001 è l'ultima stagione SBK della 996 R, il modello della famiglia nata con la 916 che monta il nuovo motore Testastretta, caratterizzato da ingombri minori rispetto al glorioso Desmoquattro. Il compito di riconquistare il titolo Piloti è affidato a un australiano dal talento innato: Troy Bayliss. Esordiente con due vittorie la stagione precedente, Bayliss conquista così il primo di tre Mondiali Superbike.

2003 - 999 F03
Neil Hodgson

La 999 ha il difficile compito di sostituire la 916/996 dopo un decennio di trionfi. La bontà del nuovo progetto è evidente fin dalla prima gara, con un podio tutto Ducati. La stagione si chiude con un incredibile en plein di vittorie e Neil Hodgson che aggiunge un ulteriore titolo al palmares di Borgo Panigale. Campionato poi rivinto nel 2004 da James Toseland e nel 2006 da Troy Bayliss, rendendo la 999 la Ducati più vittoriosa dopo la 916.

2003 - Desmosedici GP03
Loris Capirossi

Ducati debutta nel 2003 nella massima categoria del Motomondiale. La Desmosedici, prima quattro cilindri da corsa progettata da Filippo Preziosi, si dimostra subito competitiva. Loris Capirossi sale sul podio già nella gara d'esordio a Suzuka e s'impone nel Gran Premio di Catalunya. Troy Bayliss viene invece nominato rookie dell'anno. La stagione si conclude con un sorprendente secondo posto nel Mondiale Costruttori.

2007 - Desmosedici GP07
Casey Stoner

La riduzione di cilindrata, da 1000 a 800 cc nella classe regina, induce Ducati a riprogettare la Desmosedici, che viene affidata a un giovane pilota: Casey Stoner. Il connubio fra la nuova moto e il talento australiano si rivela perfetto. Stoner si aggiudica dieci Gran Premi e il trionfo è completato dalla vittoria di Capirossi in Giappone. A soli quattro anni dal debutto in MotoGP, Ducati conquista il Mondiale Piloti e Costruttori.

2008 - 1098 F08
Troy Bayliss

Il 2008 è l'anno del debutto in Superbike della 1098. Ma è anche l'ultima stagione di Troy Bayliss, che chiude lasciando a Ducati e ai suoi tifosi un ultimo regalo: il terzo titolo iridato a 39 anni. L'australiano, con 52 successi in carriera, si distingue per essere il secondo pilota SBK più vittorioso di sempre e per aver messo in bacheca tre titoli Piloti con tre Ducati differenti. 

2010 - Desmosedici GP10
Casey Stoner

La Desmosedici GP10 adotta una struttura con motore portante e telaio monoscocca in fibra di carbonio. Telaio e forcellone in carbonio sono elementi distintivi rispetto alla concorrenza. Da metà stagione, la moto scende in pista con una nuova veste aerodinamica dotata di innovative appendici laterali, riprese poi nel 2015. Con la nuova moto Casey Stoner vince tre Gran Premi e ottiene sei podi. La sua esperienza in Ducati si conclude con un quarto posto in classifica generale e un record di 23 vittorie in quattro anni.

2011 - 1198 F11
Carlos Checa

La 1198 rappresenta l'evoluzione della 1098 e Carlos Checa è l'alfiere del team Ducati, che con essa domina il Campionato Superbike nel 2011. In un albo d'oro dominato da anglosassoni, Checa è così il primo spagnolo a scrivere il proprio nome nella leggenda del Mondiale per le derivate dalla serie. Le sue 15 affermazioni in stagione permettono inoltre a Ducati di abbattere il muro delle 300 vittorie in SBK.