Ducati

Ducati

 
 

Sala 1961-1989

Dal sogno americano alle maxi moto

Gli anni '60 aprono un'epoca a tinte forti. Dal progresso tecnologico, con la corsa allo spazio e lo sviluppo dei computer; all'esplosione della creatività, dalla musica rock al cinema della New Hollywood e la Pop Art. Sono tempi di nuove libertà, trasgressioni e lotte per gli ideali.
La diffusione di massa dell'automobile sottrae alla motocicletta il ruolo sociale di mezzo di mobilità. Sul modello dei bikers americani, si afferma un uso della moto come strumento di espressione delle giovani generazioni: la compagna di viaggio di uno stile di vita on the road.
Dagli anni '70, con l'avvento delle maxi moto, si accentua la funzione di oggetto ludico: un vero e proprio attrezzo sportivo, ancora più evidente con il successo delle supersportive negli anni ‘80. La moto assume così, nell'immaginario collettivo, la connotazione di veicolo votato al divertimento e alla libertà, che non ha più lasciato.

450 scrambler
Icona ribelle

Tipologia di moto dal caratttere votato al fuori strada, lo Scrambler diventa un must per i giovani in cerca di strade nuove. Ducati lo lancia nel 1962, quando l'importatore americano Joe Berliner richiede una moto da "dirt track" destinata ai clienti degli States. Manubrio largo e pneumatici per lo sterrato si abbinano, dal 1968, a un serbatoio a goccia e a colori innovativi. Il fenomeno Scrambler esplode anche in Italia, diventando la moto più desiderata dalle nuove generazioni, grazie a una ciclistica agile, un motore versatile e una linea inconfondibile.

Installazione - L'installazione evoca il mood e le icone di quegli anni attraverso un collage di immagini rappresentative.

750 GT
La prima maxi moto 

Gli anni '70 consacrano la maxi moto nel mercato mondiale delle due ruote. Per contrastare le case giappponesi, l'ingegner Fabio Taglioni progetta un nuovo motore bicilindrico a L a coppie coniche, in grado di eccellere sia in strada che su pista. Entrata in produzione nel 1971, la 750 GT è la prima bicilindrica stradale Ducati. Possente ed elegante, sarà la base per la versione SuperSport Desmo del 1973, esposta al Guggenheim di New York fra le moto più belle di sempre.

Installazione - L'installazione sottolinea l'importanza della «voce Ducati» attraverso la trasformazione in materia dell'onda sonora prodotta dal suono del motore.
L'onda sonora si materializza a parete a partire dalla sua rappresentazione astratta che viene mostrata nel monitor a fianco. 

Traliccio
Cuore d'acciaio

Insieme al motore bicilindrico e al sistema desmo, il telaio a traliccio è una delle tradizionali colonne portanti di Ducati. Il primo telaio a traliccio tubolare d'acciaio compare nel 1979 sulla 500 Pantah. L'anno successivo viene riprogettato da Taglioni per la 600 TT2 da corsa, portandolo ad appena 7 kg.

Installazione - L'installazione vuole suggerire una similitudine tra la conformazione del telaio ed un'ipotetica costellazione, che, come le stelle, guida la progettazione Ducati.

750 F1
Temperamento italiano

Il rinnovamento tecnico di Ducati, iniziato con la serie Pantah, continua nel 1985, con il lancio della 750 F1. Il modello rappresenta un pilastro nella storia del marchio: l'estremizzazione della moto super sportiva.
La 750 F1 sfrutta la ciclistica utilizzata sulle moto da competizione Ducati TT1 e TT2 e diviene compatta, maneggevole e veloce, con un gusto tutto italiano sottolineato dalla livrea tricolore. Si tratta del canto del cigno di Fabio Taglioni, che si ritira con l'ultimazione del progetto.

Installazione - L'installazione amplifica e sottolinea il concetto di italianità attraverso la stilizzazione di una bandiera di cui si simula il movimento 

750 Paso
Rossa per sedurre

La Paso 750 è la prima Ducati disegnata dal riminese Massimo Tamburini, che le regala una linea avvolgente e dinamica. Il nome è un tributo a Renzo Pasolini, indimenticato pilota scomparso in gara, a Monza nel 1973.
La moto diventa presto un simbolo del design degli anni '80 e decreta per il marchio l'ingresso nel campo dell'industrial design. La sua caratteristica colorazione introduce inoltre il rosso come colore ufficiale Ducati, quello che contraddistingue tuttora le sportive di Borgo Panigale.

Installazione - La ricercatezza nel design e la forza del rosso della prima moto progettata da Tamburini viene ribadita attraverso la riproduzione dei disegni e degli studi effettuati

Elefant
Rombo Ducati alla Dakar

La Elefant motorizzata Ducati, dal 1984 è protagonista assoluta dei raid africani, come la Parigi-Dakar, il Rally Atlas in Marocco e quello dei Faraoni in Egitto.
Preparato dal reparto corse di Borgo Panigale, il bicilindrico a L Ducati monta pistoni speciali, frizione rinforzata e particolari in magnesio. Con 904 cc e 85 CV supera i 200 km/h nei lunghi tratti desertici della gara più massacrante e famosa del mondo. Il successo alla Dakar arriva con Edi Orioli nel 1990, bissato dallo specialista italiano nel 1994.

Installazione - Evoca la partecipazione della Cagiva all'epica impresa della Parigi - Dakar.
Il monitor associato all'installazione riproduce un documentario dell'epoca.