Ducati

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Sala 1946-1960

Ducati rimette in moto l'Italia

Negli anni della ricostruzione post bellica l'Italia rinasce. Il boom economico tocca tutti i settori, con un'espansione produttiva e uno sviluppo tecnologico senza precedenti. L'aumento di occupazione e redditi stimola una nuova propensione ai consumi. Cambiano stili di vita e costumi degli italiani e il bisogno di mobilità è tra i primi a venire soddisfatto dal crescente benessere.
Nell'immediato dopoguerra, i micromotori applicabili a qualsiasi bicicletta sono perfetti per una motorizzazione d'emergenza. Il Cucciolo Ducati diventa un fenomeno sociale, riavvicinando una nazione che ha necessità di muoversi e di incontrarsi.
Con la motorizzazione di massa degli anni ‘50, sono invece motoleggere e scooter a portare gli italiani in fabbrica o a far compere. Ma il successo delle corse motociclistiche su strada inizia presto a insinuare il desiderio di velocità, al di là di un mezzo di trasporto economico e affidabile.

Cucciolo
Un piccolo motore per ripartire

Il Cucciolo è il primo prodotto motociclistico assemblato in Ducati. Dopo la distruzione bellica, lo stabilimento elettrotecnico ha bisogno di riprendere l'attività. Nel 1946 inizia così a costruire un micromotore, perfetto per spostarsi nel dopoguerra. L'idea di applicare alle bici questo motore ausiliario da 48 cc è di Aldo Farinelli, su progetto di Aldo Leoni. Pratico, compatto ed economico, il Cucciolo ha ciclo a quattro tempi e cambio a due marce; raggiunge i 50 km/h e ne fa 100 con un litro di benzina. Un successo che varca presto i confini.

Installazione - Il concept di questa installazione è la rappresentazione dell'internazionalità del Cucciolo Ducati e per estensione dell'azienda stessa fin dal 1946. Da qui la scelta di esibire una riproduzione del cucciolo a New York con stampa su un materiale e atto a trasmettere il mood di una foto d'epoca.
A supporto un filmato storico con trattamento emozionale che propone uno spezzone di Pane, Amore e Fantasia, film di Comencini del 1953 in cui De Sica è alla guida del Cucciolo.

Ducati 60
La prima motocicletta

La Ducati 60 rappresenta la prima moto completa realizzata dalla casa di Borgo Panigale. Da produttore di motori ausiliari, l'azienda diventa un vero costruttore motociclistico. LA motoleggera include tutte le prerogative delle due ruote del tempo: economica, confortevole e leggera (44 kg) Il motore è un elaborazione del Cucciolo: un sofisticato quattro tempi, capace di percorrere fino a 90 km con un litro di benzina. Nei manifesti d'epoca è evidente la volontà di promuoverla anche tra il pubblico femminile.

Installazione - Alla prima motocicletta Ducati l'azienda dedicò un investimento in comunicazione: fu il primo prodotto ad essere pubblicizzato e, dettaglio ben visibile dalle rappresentazioni dell'epoca, rivolto anche ad un pubblico femminile. L'installazione riproduce alcuni degli annunci dell'epoca con una tecnica di stampa che richiama il periodo di riferimento.

125 Sport
Velocità alla portata di tutti

La 125 Sport è una delle prime Ducati da strada disegnate dall'ingegner Fabio Taglioni, dopo il suo approdo in Ducati. LA moto adotta soluzioni tecniche derivate direttamente dalla Gran Sport "Marianna" da corsa. In particolare, il motore è dotato di un sistema di distribuzione a coppie coniche, che vede il debutto vincente proprio al Motogiro d'Italia. I successi nelle popolarissime gran fondo dell'epoca trascina in coma alle classifiche di vendita la 100 e 125 Sport, definite non a caso "il miracolo del Motogiro".

Installazione - La prima moto stradale che si ispira alle soluzione tecniche del racing e introduce quindi nell'immaginario comune il tema della velocità legato alla motocicletta da strada.
L'installazione suggerisce il dinamismo ed il movimento veloce, richiamandone visivamente una codifica riconoscibile e al tempo stesso artistica grazie all'allestimento e ai materiali.

Siluro 100
Una moto da primato 

Il 30 novembre del 1956, sul circuito ovale di Monza la Ducati 100 Siluro conquista ben 46 record mondiali di velocità. Guidata da Santo Ciceri e Mario Carini la moto è basata su una Gran Sport Marianna con motore da 98 cc. Pochi gli interventi meccanici sul progetto originario di Taglioni, mentre più significativa è la carenatura in lega d'alluminio, per garantire la massima penetrazione aerodinamica. I record vanno dal chilometro ai 1000 km, con primati conquistati anche in categorie superiori, fino a 250 cc.

Installazione - L'installazione commemora i record del mondo vinti dal Siluro e ripropone una foto dell'epoca su materiale atto a trasmettere il carattere storico/documentale.

175 T
Disegnata per viaggiare

La 175 T è protagonista di una delle più mirabolanti imprese Ducati. Nel 1957 Leopoldo Tartarini e Giorgio Monetti compiono un raid di 60.000 km intorno al mondo, in sella alla nuova moto. Un viaggio concepito come un'originale forma di promozione. L'avventura attraverso 5 continenti e 36 nazioni impegna i due piloti per un anno intero e rende popolarissima Ducati. Confermando l'affidabilitàù di questa monoalbero da 14 CV discendente della Marianna.

Installazione - Il giro del mondo. La Ducati 175 T fu la prima moto a partecipare e a portare a termine un giro del mondo e I piloti Tartarini e Monetti, erano due dipendenti Ducati e l'azienda sfruttò l'occasione del giro del mondo per lanciare il prodotto. L'installazione evoca proprio il percorso effettuato attraverso elementi materici e suggestivi. A supporto un video con contenuto di carattere storico/documentale trattato in maniera creativa, in linea con il mood del museo.